Gentile di Puglia

La razza Gentile di Puglia si è andata costituendo a partire dal XV secolo attraverso l’incrocio fra le popolazioni locali (pecore della razza Carfagna) e gli arieti Merinos spagnoli importati da Alfonso I d’Aragona (dopo la conquista del Regno di Napoli) e successivamente da altri regnanti delle Due Sicilie, da Pontefici e da grandi proprietari terrieri. Conosciuta per la sua estrema finezza, è stata il motore della transumanza storica (fu infatti il motore della transumanza meridionale, legata alla Dogana delle Pecore di Foggia e ai tratturi che collegavano la Puglia ai pascoli d’Abruzzo). La razza si era consolidata nella provincia di Foggia, estendendosi poi in Basilicata, Molise e zone limitrofe. La lana della Gentile di Puglia era richiesta dalle manifatture tessili di Firenze, Venezia e, in seguito, dall’industria laniera inglese.
 
Di taglia media, a profilo leggermente montonino, con corna robuste ed a spirale regolare nel maschio, la pecora Gentile di Puglia ha arti solidi e relativamente corti. Il vello è bianco, a lana fine, costituito da bioccoli prismatici, e ricopre completamente il tronco compresa la faccia ventrale, la fronte, le guance, gli arti anteriori sino al ginocchio ed i posteriori sino al nodello.
La produzione media di lana in sucido è di 6 kg negli arieti e di 3,5 kg nelle pecore. Grazie al miglioramento genetico nei secoli, la Gentile di Puglia produce una lana di alta qualità grazie alla finezza delle sue fibre che la mettono in competizione con la nota Merinos.